Se mi posso inserire anche io nella discussione, vorrei affrontare alcuni punti del tuo interessante articolo:
Se la direzione di BOINC decidesse di avviare una dismissione graduale, dichiarata e pianificata, sarebbe un discorso comprensibile. Un annuncio chiaro, una roadmap di chiusura, una presa di responsabilità.Finché questo annuncio non arriva, però, il ritiro silenzioso appare incomprensibile. Tirare i remi in barca mentre si continua a dichiarare l’intenzione di andare avanti non è trasparente
Se stai parlando degli sviluppatori della piattaforma Boinc (client/manager e server) direi che ti stai sbagliando di grosso. Hanno appena rilasciato sia un nuovo client (con molte novità, come docker) che un nuovo server. Se sei interessato agli sviluppi, ti consiglio un giro su GitHub, dove potrai vedere che i lavori sono quasi quotidiani sul codice.
Il dialogo tra amministratori e comunità è pressoché assente. In un progetto che vive esclusivamente grazie ai volontari, questa mancanza è un problema serio.
Su questo non posso che darti ragione. Alcuni progetti, NON tutti, hanno uno storico problema di comunicazione con i volontari.
Il link che hai messo e che punta al forum di Boinc, d'altro canto, non ha molta "forza", visto che gli admin non lo leggono molto.
Molto, molto meglio una mail al gruppo -dev o, ancora meglio, un pull request su GitHub. Quelle due cose non possono far finta di non averle viste.
(ho comunque girato il link del tuo post a Koshura, con cui sono in contatto).
Il secondo problema riguarda i progetti ospitati da BOINC. Quelli con un impatto diretto e tangibile per l’umanità — in ambito medico, scientifico o ambientale — sono sempre meno.
Anche qui, non sono molto d'accordo. Certo, molti progetti sono spariti, ma altri sono apparsi (basti pensare al nuovo Axiom riguardante l'AI).
Per quanto riguarda l'impatto "diretto" non mi sono mai fatto troppe illusioni: anche progetti come Rosetta o WCG o LHC fanno ricerca
di base.
Certo, negli anni, poi hanno dato anche un aiuto pratico ai ricercatori, ma sono e rimangono di base.
Non esiste un’attività strutturata di marketing, nemmeno nella sua forma più semplice e gratuita: quella passiva. Forum non indicizzati correttamente, URL incomprensibili, assenza di sitemap o di file di base per l’indicizzazione fanno sì che discussioni di valore restino confinate in un circuito chiuso, irraggiungibile da chi non è già dentro la community. Nel 2026, questo immobilismo è difficile da giustificare.
Completamente d'accordo. Stanno lavorando molto anche sul codice sorgente dei sito di Boinc (quando si configura per la prima volta un server), ma molti progetti customizzano questa "base", spesso in maniera non ottimale.
A tutto questo si aggiunge un ultimo segnale, forse simbolico ma estremamente rivelatore: la gestione delle pubblicazioni scientifiche.BOINC pubblica ogni anno un elenco dei paper in cui viene citato
E non metti il MIO lavoro sulle pubblicazioni (che, tra l'altro, è DECISAMENTE più completo) qui sul portale??? Guarda che vengo lì e ti tiro le orecchie

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Ma non credo che sia già il momento di arrendersi. BOINC è stato un progetto straordinario e, potenzialmente, lo è ancora. Vale la pena giocare la partita fino in fondo.
Noi siam sempre qui, se vuoi