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sabayonino https://www.friendsofnasa.org/2026/03/journey-to-young-planetary-system.html?m=1 (29.03.26, 00:38)
sabayonino Hi Entity . I send you a MP (27.03.26, 19:42)
entity Out of curiosity, when are we planning to move to the new portal? (27.03.26, 17:24)
boboviz aggiornate le pubblicazioni, dopo molto tempo (25.03.26, 22:10)
boboviz Io non riesco nemmeno a fare upload di quella wu (23.03.26, 09:42)
mindfeed32 e qui https://www.cs.toronto.edu/~juris/jlab/wcg.html danno indicazioni molto vaghe sullo stato del progetto. Addirittura dicevano che lo stop durava tra 10 e 11 marzo! (22.03.26, 21:19)
mindfeed32 uguale io per WCG, il problema ora è che quelle che mi ha fatto negli 2 giorni non risultano nel mio account, controllando nell'area "results", come se non fossero mai esistite (22.03.26, 21:15)
boboviz Ho beccato una wus di WCG dopo settimane!! (22.03.26, 17:27)
sabayonino ne ho prese tre (12.03.26, 21:36)
zioriga Amministratori !!!! c'è dello spam "erotico" sulla vecchissima SETI WOW discussione (12.03.26, 14:30)
kidkidkid3 Qui invece sei nel forum sottomenù news https://denis.usj.es/denisathome/forum_thread.php?id=344#3216 (06.03.26, 15:36)
kidkidkid3 Ogni sito che partecipa a Boinc ha la sua home page da cui puoi avere informazioni (forum) o stato delle WU scegliendo elaborazioni e il sottomenù stato del server ... qui di seguito l'url che rihuarda il progetto Denis@home https://denis.usj.es/denisathome/server_status.php (06.03.26, 15:34)
Ram e come faccio a sapere che non è colpa di qualcosa che ho fatto oi da settare sul programma? oltro boinc devo fare qualche passaggio ulteriore? (06.03.26, 15:11)
mindfeed32 LHC è l'unico che sembra averne se guardi dal sito (05.03.26, 17:33)
Ram ragazzi ma è normale che denis,LHC e Rosetta siano sempre a Zero? (05.03.26, 17:12)
zioriga ogni tanto quelli di WCG si fermano. prima o poi dovrebbero essere validate (04.03.26, 10:10)
mindfeed32 Io ho wu di WCG - Mapping Cancer Markers che è dal 17 febbraio che sono in "Pending validation", che problemi stanno avendo? (03.03.26, 21:30)
r3venge Ma esiste un gruppo Telegram da usare come chat tra membri? (03.03.26, 18:15)
zioriga OK Grazie (02.03.26, 11:34)
sabayonino ..ormai è una causa persa (01.03.26, 22:16)
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Tumori : Sei malato? Ora lo sai prima 03/06/2010 08:25 #51464

  • premastampi
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Sei malato? Ora lo sai prima

A Nottingham’ uno dei migliori atenei al mondo: il 60% dei suoi lavori sono considerati all’avanguardia


Nella palestra al piano interrato del Queen’s Medical Center due ragazzi di Pechino, Ma Quong e Lee Gum, giocano a ping pong aspettando la lezione di medicina, mentre la luce invade la vetrata che si affaccia sul prato.

Hanno 19 e 21 anni ed è esattamente alla Nottingham University che vogliono studiare. «Perché il futuro è qui», giurano. Niente grande Cina, niente India, niente California, ma il Campus elegante che corre sui 35 ettari del parco di Highfield. Querce secolari, strutture futuristiche, ristoranti e aule ordinate, costruite a pochi metri dalle palazzine in mattone rosso che ospitano gli studenti. «Se non trovi stimoli in questo posto è meglio che lasci perdere». La partita è finita, i due cinesi si infilano i libri sotto braccio. «Lo sa che cosa abbiamo scoperto a Nottingham?». Abbiamo.

La Scoperta, come la chiama Lee, è cominciata quando lui aveva sei anni e il professor John Robertson, esperto di tumori al seno decise, in collaborazione con dei colleghi dell’Università del Kansas, che voleva capire il momento in cui nei fumatori comincia a svilupparsi il cancro. Era il 1996 e la corsa finirà la prossima settimana. Ci hanno lavorato in 50, 25 americani e 25 inglesi. Robertson, a Chicago, alla riunione annuale della Società di Oncologia Clinica dirà più o meno così: basterà un test del sangue per scoprire l’insorgenza del cancro con cinque anni di anticipo, cioè nel momento stesso in cui le cellule si mettono in moto per dare vita al tumore e il sistema immunitario reagisce moltiplicando gli anticorpi, un segnale che prima gli scienziati non erano in grado di leggere. Il test che consentirà di prevedere il 90% dei tumori solidi. Rivoluzione vera.

Candidandosi virtualmente a vincere il terzo Nobel dell’Università di Nottingham, John Robertson, già negli Stati Uniti, affida il compito di spiegare il suo mondo a due suoi collaboratori, il professor Herb Sewell e la dottoressa Andrea Murray.
Il professor Herb Sewell, immunologo, è un uomo raffinato, colto, smodatamente curioso. Al Queen’s Medical Center è una specie di dio, la sua segretaria lo chiama «il Maestro», mentre il professor Robertson, dice di lui: «parlare con Herb è come parlare con me, un fratello e un grande scienziato». Lo stima, di più, si fida. Sewell ha un ufficio largo come la guardiola di un portiere di Roma, con un computer, la moquette blu, molte carte e una finestra bianca. Per cinque anni è stato il vice rettore dell’università, ma ora vuole tornare a insegnare. «Studio e ricerca. La chiave è tutta qui». Fa invidia.

Donazioni, finanziatori privati, industrie che chiedono la collaborazione per la ricerca e molto denaro pubblico. «Niente arriva a caso. Il 90% della nostra ricerca è frutto di collaborazioni internazionali e il 60% di questi lavori è all’avanguardia nel mondo. Ci sono test fatti apposta per valutare la nostra efficienza. Se non arrivano i risultati non arrivano i soldi, fortunatamente non è il nostro caso». Trentanovemila studenti sparsi tra l’Inghilterra, la Cina e la Malesia e il 26% di quelli che risiedono a Nottingham, 32 mila cioè, vengono da 150 paesi. «We are the only truly global university». Siamo la sola vera università globale. Bello slogan. «Non è mio, è del Times. Lo ho adottato».

Nel parco, di fianco al lago, due ragazze francesi si fanno interrogare da una compagna coreana prima di un esame. Hanno i capelli raccolti e la stessa certezza dei cinesi: «nessun posto è come questo». La retta annuale è di circa 3.500 sterline, ma gli studenti che riescono a ottenere borse di studio sono il 30%. Quante sono le donne, professore? «La maggioranza».

La dottoressa Andrea Murray è una donna sottile, con occhi azzurri che diventano acqua. Forse sulla quarantina, forse poco meno, ha capelli chiari e il pallore degli studiosi. Negli ultimi quindici anni ha dormito cinque ore per notte, il resto del tempo lo ha passato al Queen’s Medical Center. Suo marito non ha fatto una piega. «Perché avrebbe dovuto? Sa che lavoro per una causa giusta». Non ha figli, ma ne vuole uno, crede in Dio ma è certa che in questo caso il risultato sia soltanto frutto della ricerca. «Sono una scienziata, no?». Guadagna molto dottore? Sgrana gli occhi. Che razza di domanda è? «Se il problema fossero stati i soldi avrei scelto un’industria privata». Il senso della sua esistenza sta nella stanza di fianco, dove tre settimane fa ha incontrato un paziente che non sapeva di avere un tumore ai polmoni. Lo avrebbe scoperto tra cinque anni. Gli ha fatto il test e ha capito due cose: che lui si sarebbe salvato e che lei gli aveva dato una mano. E’ uscita dalla stanza e ha urlato: «Grande». Poi si è ricomposta e ha chiesto scusa, come se avesse commesso un peccato. Ha girato le spalle e ha detto sommessa, come una campana sott’acqua: vado a baciare mio marito.

Il paziente ha smesso di fumare. In tempo reale.

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