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Articolo apparso sul quotidiano "La Regione Ticino" il 13 novembre 2012
Al Centro svizzero di calcolo si perfezionano le terapie elettriche
Il supercomputer del Centro svizzero di calcolo scientifico (Cscs) potrebbe far luce sulle ragioni per cui ancora oggi il 30 per cento dei pacemaker non migliora la contrazione difettosa di un cuore malato. Con l’aiuto di Monte Rosa, questo il nome del “cervellone” elettronico piazzato a Manno, gli scienziati dell’Università della Svizzera italiana e del Cardiocentro Ticino, insieme ad un gruppo di ricerca internazionale, vogliono studiare la simulazione del cuore nei minimi dettagli.
Il sistema cardiocircolatorio è parecchio complesso. Se la rete di vene e arterie di un solo essere umano fosse stesa su una linea, il sangue dovrebbe percorrere circa 100mila chilometri per fornire a ogni cellula dell’organismo sostanze nutritive e ossigeno. Un percorso che equivale a compiere il giro del mondo più di due volte. A dare la “spinta” al sangue ci pensa il cuore, che attraverso una serie di impulsi nervosi si contrae e riesce a pompare sangue a sufficienza.
Se il sistema di conduzione elettrico è danneggiato – spiegano gli scienziati in una nota – l’efficiente sistema meccanico di pompa non è più garantito. In caso di scompenso cardiaco i medici possono intervenire con un dispositivo elettrico simile a un pacemaker che ristabilisce la perfetta sincronia. In circa il 70 per cento dei casi questa terapia ha successo. Nel restante 30 per cento invece non si riscontrano miglioramenti significativi. I motivi delle variazioni di risposta da paziente a paziente alla terapia di resincronizzazione cardiaca non sono sufficientemente conosciuti, poiché è difficile fare una diagnosi dettagliata tramite un elettrocardiogramma convenzionale (Ecg).
Per esaminare questo problema il fisico Mark Potse, professore ospite dell’Istituto di Scienze computazionali all’Usi e Frits Prinzen, professore di fisiologia all’Università di Maastricht, hanno rivolto la loro attenzione alla simulazione del cuore nei minimi dettagli, con un approccio completamente nuovo. Con questa nuova tecnica è possibile studiare quali alterazioni dell’Ecg corrispondano ad alterazioni della funzione delle cellule del cuore e viceversa.
Per i pazienti del Cardiocentro i ricercatori stanno producendo modelli computerizzati personalizzati, colmando così la lacuna dovuta alla necessaria individualizzazione del trattamento. Per ogni paziente ora i ricercatori possono condurre un altissimo numero di simulazioni sul supercomputer Monte Rosa del Cscs. Moderni metodi di simulazione che permettono di migliorare le terapie e la qualità di vita dei malati.
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boboviz
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Avevo visto un filmato un paio di anni fa su questo argomento...
Molto bene!!!
Sei curioso dei risultati scientifici di Boinc? Guarda la sezione Pubblicazioni.
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The first italian guy with 1 milion (and half) on Ralph
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Questo sarebbe un progetto veramente interessante...salva vite umane! Ma con un super PC del genere non gli serve nemmeno Boinc...
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