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Il teorema dimostrato da Bartel Leendert van der Waerden nel 1927 riguarda la presenza di progressioni aritmetiche contenute in insiemi di interi. Dati due interi r e k, può essere espresso in varie forme equivalenti:
Nel caso dell’ultima formulazione il teorema dice che se suddividiamo gli interi da 1 a W(r, k) in r insiemi (non necessariamente disgiunti), almeno un insieme contiene una progressione aritmetica di lunghezza k. I numeri W(r, k) sono noti come “numeri di van der Waerden”. Sebbene Saharon Shelah abbia mostrato che sono computabili tramite una funzione primitiva ricorsiva, non si conosce una formula generale per calcolarli e i loro valori sono noti in pochissimi casi.
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